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Accompagnamento al travaglio e al parto in ospedale e a domicilio

ACCOMPAGNAMENTO AL PARTO
Essere accompagnati durante la nascita: cosa vuol dire davvero?

Essere accompagnati significa non affrontare da soli il travaglio e il parto, ma avere accanto una figura professionale (Ostetrica) oltre al partner e/o persona di fiducia capace di offrire presenza, sostegno emotivo che monitora e sostiene il benessere materno-fetale.

L’accompagnamento comprende:
• Relazione con l’ostetrica scelta
• Reperibilità a fine gravidanza
• Visite ostetriche programmate in studio e/o domicilio
• Supporto emotivo: sentirsi ascoltati, rassicurati e incoraggiati in ogni fase.
• Presenza continua dal travaglio al post partum: avere qualcuno che rimane accanto, che osserva, sostiene e aiuta a interpretare ciò che accade.
• Monitoraggio del benessere materno/fetale in travaglio
• Aiuto pratico: massaggi, sostegno nelle posizioni, aiuto nella respirazione, gestione del dolore non farmacologica.
• Mediazione comunicativa: una persona che aiuta a comprendere le informazioni del personale sanitario in ospedale e ad esprimere i propri bisogni.
• Senso di sicurezza: la presenza di qualcuno di favorisci un’esperienza più positiva
• Ritorno a casa in sicurezza con visite ostetriche
Essere accompagnati significa vivere travaglio e parto con una presenza competente e rassicurante, che sostiene la donna sul piano fisico, emotivo e relazionale, contribuendo a rendere l’esperienza più serena e consapevole.

PARTO A DOMICILIO
Partorire a domicilio non è una scelta improvvisata ma è pianificare un percorso assistenziale facendo scelte consapevoli. E’ un percorso assistenziale che prevede alcune tappe importanti: Iniziare a conoscersi

Alla coppia viene inizialmente proposto un colloquio informativo durante il quale vengono spiegati i pilastri di sicurezza, le peculiarità assistenziali, vengono forniti in modo trasparente i dati e si condividono i desideri per la nascita del bambino.

La reperibilità e la nascita
Le ostetriche offrono reperibilità nel periodo di 4-5 settimane attorno alla data presunta della nascita del bambino. Provvedono a monitorare la gravidanza nelle settimane prima e dopo il termine, instaurando se necessario una rete con l’ospedale di riferimento in caso di trasferimento dove possibile. Si recano al domicilio della donna nella fase del travaglio, dando disponibilità telefonica e supporto. Sostano per tutta la durata del travaglio del parto e del post-partum a casa della famiglia fino a che le condizioni materne, neonatali e familiari sono rassicuranti.

La presa in carico in gravidanza
Se la famiglia è intenzionata a iniziare il percorso, avviene la presa in carico attraverso l’apertura della cartella ostetrica, la pianificazione delle visite in gravidanza e la disponibilità telefonica.

Verso la nascita
Attorno alla 37ma settimana le ostetriche e i futuri genitori prendono visione del consenso informato e ne condividono i contenuti. Questi riguardano i doveri assistenziali dell’ostetrica e la consapevolezza dei futuri genitori di aver compreso il percorso e di essere in accordo con le modalità assistenziali. Gli obiettivi della presa in carico nel parto sono la scelta informata, la centralità della madre e del partner per rendere l’esperienza della nascita soddisfacente, positiva e appagante (WHO, 2018).

Dopo la nascita
Dopo la nascita viene allertato il neonatologo/pediatra di riferimento che visita il bambino nelle prime ore dopo il parto e documenta la sua visita nella cartella integrata. L’ostetrica torna nelle giornate successive a visitare mamma e bambino fino a che l’allattamento al seno sia avviato, il recupero psico-fisico materno sia avvenuto, accompagnando così la famiglia nelle prime 2-6 settimane dal parto.

Per informazioni: www.nascereincasa.com