PRESENTAZIONE PERSONALE
Sono psicologa e psicoterapeuta psicoanalitica individuale e di gruppo.
Lavoro con adolescenti, adulti, coppie, famiglie e gruppi.
Il cuore della mia professione per me è l’ascolto. Esercitare l’ascolto rappresenta per me l’opportunità di imparare e crescere, andando verso la versione più autentica di noi stessi.
SEDUTA PSICOLOGICA
Mi rivolgo a adolescenti e adulti, modulando l’ascolto sulla base del bisogno evolutivo e integrandolo con uno sguardo sistemico che vede l’individuo immerso in una rete di relazioni.
Penso che la sofferenza (ansia, instabilità emotiva, somatizzazioni, pensieri intrusivi, riposo disturbato, dipendenze etc.) sia una comunicazione che va tradotta. E la cura non è un processo finalizzato a eliminare il sintomo ma un percorso di incontro con se stessi. In questo contesto, la consulenza psicologica è il primo passo. Ha una durata variabile ma determinata, 3 o 4 sedute, fino a 8 quando si sceglie di dedicare un tempo speciale all’approfondimento diagnostico.
Quando si rivolge a un minore prevede almeno 2 sedute con i genitori, di raccolta della storia famigliare e di restituzione conclusiva. In generale, il coinvolgimento del genitore è centrale nel favorire l’alleanza terapeutica che si va costruendo. Alle volte la consulenza genitoriale diventa l’intervento scelto per affrontare il disagio del minore.
La Psicoterapia è uno dei percorsi che si può intraprendere alla fine di una consultazione. All’interno della psicoterapia si sperimentano le stagioni della relazione: il tempo del conoscersi, del sintonizzarsi, del separarsi per ritrovarsi, del ri-conoscersi in relazione all’altro e a se stessi. Tutto questo con una durata variabile ma limitata nel tempo. Mi auguro che una persona al termine della terapia senta di poter stare nel flusso, con uno sguardo più consapevole e attento, pronto ad accogliere il cambiamento come unica certezza della vita.
SEDUTA DI COPPIA
Anche nel lavoro con le coppie, trovo che l’ascolto sia la medicina più efficace, capace di curare le ferite, le incomprensioni, i conflitti, anche più acuti. Ha un’unica controindicazione: costringe ad accogliere la crisi come parte del processo evolutivo di un legame, a ri-conoscerla senza giudizio e ad affrontare l’ignoto di cui è portatrice.
Sulle spalle delle coppie oggi si accumulano richieste e aspettative, spesso implicite, che appesantiscono il legame rendendolo stretto e orientato a conservare lo status raggiunto. La psicoterapia ha il compito di sostenere il cambiamento, per recuperare libertà, leggerezza e il piacere dell’incontro, come possibilità di continuare a conoscersi.
Dopo i primi 2 incontri di consulenza, che servono a mettere a fuoco il funzionamento della coppia e la domanda che porta, la psicoterapia diventa un tempo e un luogo dove fare manutenzione, una definizione per me evocativa che deriva dalla locuzione latina manu tenere, “tenere con la mano”. Io, come terapeuta, e i singoli componenti della coppia condividiamo un impegno: tenere il legame di coppia in mano per prendercene cura e non farlo deteriorare. Per spiegare, aiuta anche la metafora agricola: coltivare il terreno comune affinché torni fertile, creativo, capace di far emergere i diversi posizionamenti emotivi e dare vita a qualcosa di nuovo.

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